E ci mancava pure il ciclocross…
finalmente un giorno come si deve, il vento? L’ho già preso tutto ieri, oggi non ne è rimasto un filo. Komoot la definisce tappa difficile, google Maps si limita a dire come fa sempre, tappa pianeggiante, quindi mi fido solo di quello che vedo, voglio solo finirla presto questa tappa, il mio pensiero è già all’ultima tappa di domani, e la pressione sale anche mentre esco da Brockville per dirigermi verso Cornwall sono poco più di un centinaio di chilometri, avrei voluto partire prima, ma ho riletto l’articolo di ieri e ho cercato di dargli una sistemata, e il tempo è corso via. L’area lungo la quale pedalerò oggi ha due aspetti fondamentali, quello agroindustriale, e quello paesaggistico. E’ la prima volta da quando sono in Canada che percepisco il fermento innovativo di alcuni allevamenti che hanno investito in strutture moderne e all’avanguardia. La differenza la cogli, lo vedi anche dal modo che hanno di mostrare le loro innovazioni, la cura che mettono nel fare e preparare, le aiuole fiorite, i pratini sempre rasati di fresco, perchè per i breders canadesi il colpo d’occhio, quello che facciamo tutti quando entriamo in casa d’altri, è sempre la prima impressione quella che conta, e loro a catturarti con la prima impressione sono maestri, d’altra parte il marketing qui lo insegnano presto . A volte tornano, e il trip ha mosso qualche ricordo, era il 1986 seduto sul cofano di una Lincoln azzurro metallizzata, fu la mia prima volta in Canada, poi tante altre volte, ma tanto il passato è solo un ricordo, il presente è oggi, ed è un presente sui pedali, per arrivare a Cornwall. Ho fatto circa una decina di chilometri quando da un prato sbuca fuori uno scoiattolo nero, non ne avevo mai visti di neri, si arrampica su di un palo della luce e sembra volere giocare a nascondino.



Seguirlo nelle sue evoluzioni veloci ti da una carica, ti mette voglia di pedalare, e allora ripronti e viaaa. Nemmeno il tempo per fare tre km e un’altra immagine energizzante, mi sa che oggi più che una giornata da ciclista sia un giorno da fotografo, come fai a non immortalare uno scorcio così?


Strade buone con piste ciclabili ben segnalate e questi paesaggi sembrano rendere il compito abbastanza agevole, ma mai sottovalutare Google Maps. Salgo, abbandono la comoda ciclabile e mi dirigo su di una strada bianca che si inerpica, panorama da favola, aria frizzante si va che è un piacere verso Johnstown .


Bella questa casa isolata dal resto del mondo, le stalle vuote in disuso fanno di questo complesso bianco una macchia di colore fra il verde di questi aceri.

Poco più avanti attraverso una fattoria che si è inventata di allevare, penso siano lama, non ne sono certo però.

L’isolamento in cui vivono le famiglie in queste fattorie sperdute, ha probabilmente alzato il senso di sentirsi canadese, vivo sperduto, ma mi sento parte di una nazione, concetto non semplice da spiegare, pensate però che storicamente queste comunità non sono autoctone, la maggior parte infatti delle contee di Stormont,Dundas e Glengarry, furono fondate dai migranti lealisti, che arrivarono nel 700 .

In queste zone come in gran parte del Canada, l’acqua è uno degli elementi fondamentali.

A Spencerville sul ciglio della strada faccio la conoscenza con Miss Turtle, sporge il capo dalla sua armatura e riprende la sua strada. Il caldo inizia a farsi sentire il navigatore mi fa prendere una strada provinciale che seguirò per 20 km la Carmand rd a Iroquois. L’agroindustria in questa zona segna il punto più alto della modernizzazione, subito due piccoli allevamenti old stile, poi meccanizzazione e tecnologia alla grande.











Poi… “lasciate ogni speranza o voi che entrate”, avevo subodorato che questo percorso fosse come dire un pò hard, avevo chiesto spiegazioni al mio accompagnatore virtuale, ma la deviazione che mi proponeva erano un’ora e mezza di strada in più. Tre km de orrore de terrore e anche un pò di paura. Dopo 400metri il sentiero diventa impenetrabile come la foresta amazzonica, il percorso si trasforma in un acquitrino melmoso e puzzolente, il sentiero non è più sentiero ma un passaggio per dei quod, la Scontrosa che non si governa, si impenna, sembra un cavallo imbizzarrito, mi travolge con il suo peso mentre cerco di spingerla, tutto questo in mezzo a un nugolo di ragni, zanzare fameliche che ti coprono. Ad un certo punto per evitare una pozza formatasi sul percorso di una ventina di metri sono costretto ad aprirmi un varco fra sterpi e rami, il navigatore mi dice che mancano ancora 1300metri alla fine dell’incubo, in questo muro di rami ogni tanto filtra timidamente un raggio di sole, insufficiente però ad asciugare il terreno, sono una maschera di zanzare e fango, fango e zanzare, un ramo ostruisce il percorso, perdo maldestramente l’equilibrio per tenere in piedi la Scontrosa, e l’appoggio del pedale e cado su un fianco, poco male, però le borse si sono sganciate dal porta borse, devo risistemare tutto altrimenti chi si muove? Il navigatore mi dice,meno 600metri,vedo a sinistra l’Ontario che placidamente va, ed in fondo a questo tunnel la luce, la pista diventa di nuovo praticabile, sono fuori dal tunnel, una maschera ancora coperta di zanzare.

Sono ancora un pò scosso per l’ora passata all’inferno, mi lascio prendere, quasi fossi un magnete da quel cartello e lo seguo, sbaglio strada e faccio un giro in tondo perchè il navigatore ha perso il segnale.


riprendo il cammino verso Cornwall, mancano ancora circa un paio d’ore.

Ma è solo puro esercizio fisico, e una strada chiusa per lavori, qualche salitella, e l’arrivo al Best Western dopo poco più di 105 km. Sorpresa finale, mi assegnano una stanza al secondo piano, ma ahimè udite udite senza acensore. Diciamo che dopo la giornata perdo un attimo la pazienza e visto che pago un piccolo supplemento per portare la bici in camera devono darmi la possibilità di arrivarci alla camera . Alla reception mi spiegano che questo è un albergo storico, quindi niente ascensore, rispondo:” problema vostro”, alla fine dopo una trattativa serrata in francese ottengo la camera al primo piano che raggiungo immediatamente con la Scontrosa al seguito. Doccia,doccia è durata un ‘ora, ma ne avevo tanto bisogno.
Con la 18 tappa ho raggiunto i 1605km .
Ora manca proprio solo l’ultima…..MONTREAL aspettami, sto arrivando!!
Un pensiero su “E ci mancava pure il ciclocross…”
Cavoli… che bei paesaggi… a parte l’inferno ( che io ci sarei rimasta secca con l’assalto delle zanza🙈)… ma quando torni da queste parti?????🤗