Montreal 2023 più probabile un addio, ma mai dire mai.

Montreal 2023 più probabile un addio, ma mai dire mai.

Ebbene si, come non si conviene ad un thriller, contro tutta la tradizione letteraria stavolta inizio dalla fine…ieri pomeriggio alle 16,30 ho chiuso il conto con la 19 tappa che da Cornwall mi ha portato a Montreal. La previsione era quella di arrivare quasi a 2000km, la somma percorso per percorso dice 1754 , rivedrò i conteggi, anche se l’obbiettivo non erano i 2000km ma era più che altro quello di unire due punti geografici New York e Montreal passando dalle Cascate del Niagara, e facendo uso per quanto possibile di strade poco battute. Ma il senso più profondo del viaggio era nella fatica e nella solitudine ritrovare le sicurezze, che con l’avanzare dell’età a volte si perdono, e posso dire obiettivo centrato. E non solo le sicurezze psicologiche, ma anche quelle fisiche, ho passato un inverno tribolato, quando spingevo gli allenamenti, o la schiena o un braccio o una gamba, insomma qualche piccolo problema mi presentava il conto. Alla fine ero sempre costretto a rallentare i ritmi, alla fine però ho smesso di pensare ai miei piccoli malanni e ho fatto quello che mi era possibile fare. Probabilmente la mia preparazione era già a posto cosi, infatti direi che dal punto di vista fisico tutto è andato come meglio non avrei potuto sperare, anche perché onestamente, e con tutta probabilità la lotta era solo contro le abitudini, i preconcetti che vietano ad un settantenne di misurarsi ne contro il tempo, ne contro la distanza, ma solo contro se stesso. Momenti critici direi di non averne passati veramente, stamattina per esempio mercoledì 31/5 ho avuto una partenza difficoltosa, vuoi per l’orario della colazione spostato dalle 6 alle 6,30 per un problema tecnico in cucina, in condizioni diverse non mi sarei fatto il ben che minimo problema, stamattina no, ho dovuto ritardare la partenza di più di 40’, in un percorso lungo, e che come tutti gli altri conoscevo solo sulla carta, morale della favola per i primi 20 km le gambe erano “imballate”pedalavo senza fare velocità, in un percorso abbastanza congeniale alle mie caratteristiche. Quindi vista la lunghezza del percorso credo fosse comprensibile la mia preoccupazione.. Altro segno della scarsa tranquillità, indotta dalla partenza ritardata e’ stato quando intorno al 30°km faccio una ceck list e mi accorgo di aver lasciato in carica la mia potente power bank acquistata negli USA, che mi avrebbe permesso di supportare il collegamento con google Maps. Quante cose sono andate storte oggi, ma nulla avrebbe potuto frenarmi nel raggiungere il mio obiettivo finale di Montreal.

Come sempre l’attesa mi ha innervosito al punto di dover mangiare qualcosa di leggero per metabolizzare la delusione per il ritardo di 30’ nell’apertura della cucina.

Durante tutto il periodo in cui ho costeggiato le rive del fiume Ontario queste simpatiche bestiole, che si infilavano dovunque, naso e bocca compresi mi hanno tenuto in vigile attenzione, costringendomi ad indossare la mascherina per non respirare o ingoiarle.molto probabilmente durante la notte si sono verificate le condizioni per cui in migliaia di deliziosi bruchetti si sono trasformati in farfalle.

Siamo a Pont Lancaster, se l’ingresso corrisponde almeno alla metà di quello che ci sarà all’interno, direi tanta roba.


Riviere Beaudette la porta per arrivare in Quebec! Ti inizio a vedere ti sento, sento che i suoni cambiano, sento una lingua con la quale ho maggior affinità, inizio a sentire le erre strascicate… Quebec stringimi fra le tue braccia, ormai son arrivato fin qui .

Il grande fiume sulla sinistra, sembra un uomo che ha raggiunto la vecchiaia, va piano piano, senza mai fermarsi per paura di restare fermo per sempre.

Mancano ancora poco più di 60 km a Montreal, ho abbondantemente passato la metà del mio percorso, qualche fermata, per uno scatto, per alimentarmi, potrei farlo pedalando, ma perchè togliermi il piacere di farlo davanti ad un bel panorama, il tempo lo permette, l’orario è sotto controllo, a liquidi sono messo abbastanza bene, anche se iniziano a riscaldarsi e a me la roba calda quando fa caldo non mi fa impazzire.

Ormai sono alcuni km che costeggio il Canal di Soulanges, un canale artificiale dalle acque azzurrissime, quando mancano circa 40 km alla destinazione, esco dal percorso alla ricerca di acqua fresca. Trovo un bar con un gruppo di avventori tutti piuttosto stagionati bevono birra seduti all’aperto in veranda, io preferisco entrare all’interno, con l’aria condizionata va meglio, la temperatura ora è sui 30°. Sono incuriositi, osservano la m ai bici che ho appoggiato ad una staccionata, parlottano, poi il più ardito del gruppo in francese inizia a farmi l’interrogatorio, saputo da dove provengo si complimenta poi mi chiede:”alors quand tu sera a Montreal, qu’est-ce que tu va a fair? Mi godrò un pò Montreal, poi a casa. Non mollano:”mais chez toi ou en Italie?” Fatico a rispondere ho la bocca impastata, chiedo al banco una Perrier con ghiaccio e la possibilità di mettere sotto carica il telefono, questa mossa si rivelerà provvidenziale, dandomi grazie a questa ricarica la possibilità di arrivare a destinazione. Bene, spiego che arrivo da Modena, mi guardano attoniti, allora aggiungo alle informazioni già date: “près de Maranello”e prontamente ribadiscono: “Maranellò Ferrarì”!! Certo, certo, proprio li! Poi aggiungo, che della Ferrari reparto corse non parlerò, sono momentaneamente in silenzio stampa, e questi a ridere, la battuta, mon cher non è finita… se volete posso parlarvi dei bilanci della Ferrari…salvato in corner. Ma chi mi tira fuori da tutto è la signora che sta dietro il banco:” monsieur,monsieur, vostre tèlèphone sonne.” E’ una chiamata di gruppo: “ah ma allora non mi avete dimenticato?” Sono i miei amici del gruppo Soccorritori di CRI Sassuolo, e Marzia, il nostro direttore di corso, che ci ha guidati e continua a farlo anche dopo l’esame di soccorritore. Che piacere sentirli, è un bel gruppo il nostro, al mio rientro ci aspetta una cena, Stefano mi chiede:”Paolone, ma li la scena è sicura?”(è la prima cosa della quale dobbiamo accertarci quando entriamo sulla scena di un soccorso), “caro Stefano lo sai bene che quando sulla scena ci sono io, la scena non è mai troppo sicura!!!” Ridiamo! Grazie vi ho sentiti e mi ha fatto piacere, presto ci rivedremo pure per condividere i nostri servizi. La sosta è durata tanto, ma mi ha permesso di riprendere fiato e ripartire bello carico verso Montreal.

Percorro un altra ventina di chilometri, mi avvicino sempre di più a Montreal che ormai sento già mia, quando dopo un complicato attraversamento della metrò, dove sono praticamente entrato da una porta, dove non sarei mai entrato se non avessi visto uscire altri due ciclisti, percorro un sotterraneo di circa 400mt esco da un altra porta e mi ritrovo dalla parte opposta, ottimo,bene, bravo google Maps, attraversamento compiuto. Dopo aver proseguito per un km entro in una ciclabile e da una curva a 90° vedo sbucare una bella coda , annuso il colpo fotografico, mi fermo mi preparo, proseguo con cautela e vedo lei che si volta mi fissa mentre inizio a scattare, non è molto vicina è vero, però di meglio non riesco a fare, scatto due foto prima che riesca a dileguarsi da un buco nella reta, proprio furba la volpe.

Ormai il mio viaggio volge al termine, Montreal si avvicina sempre di più, mi fermo, e non senza difficoltà, perché il percorso è super affollato di ciclisti, e faccio quello che va fatto,…un selfie, lo so lo so non sono molto bravo, però mi sembra dovrete accontentarvi.

Che cosa starò guardando, probabilmente il nulla. Sono accaldato e il sole oggi mi ha bruciato le parti più esposte, orecchie e braccia, ma ne è valsa la pena. Adesso posso finalmente urlare, cantare, ma sarà solo qualcosa che non esternerò, lo farò in silenzio, 🚴🏻‍♀️🎼MONTREAL, 🎹MONREAL🎼tarata ta ta ta zaaaaaaaa,e lo farò con quella voce un pò cosi di Paolo Conte, che con la sua musica mi ha accompagnato per tutto il viaggio.

Proseguo in direzione albergo, e osservo che al semaforo qui si sta tutti in fila.

Anche a Montreal bisogna districarsi nel traffico, pure se sei i bici.

Il primo impatto con Montreal? Che dire, forse le aspettative erano diverse, però fra Toronto e Montreal scelgo Toronto tutta la vita.

Come sempre succede tutte le storie hanno una fine, e anche questa è arrivata al suo finale, da quando sono partito da NY sabato 13 maggio ad oggi mercoledì 31 maggio sono trascorsi 19 giorni dove ogni giorno ho pedalato per raggiungere una destinazione diversa. Voglio ringraziare tutti, e siete stati tantissimi, al di la di ogni aspettativa, che tra parentesi non avevo, ad interagire con me in questo blog. Il vostro sostegno è stato quello che nei momenti più complessi mi ha dato la forza per proseguire, per attaccare una salita, per superare un sentiero particolarmente ostico, per non sentire la fatica, siete stati come si dice nel calcio il dodicesimo giocatore in campo. Grazie e un grandissimo e fraterno abbraccio. Per me è stata un emozione particolare, avere anche il supporto della mia famiglia, che dopo aver cercato di dissuadermi, una volta qua, mi hanno supportato, i miei figli Giulia e Nicola che hanno tenuto il punto dei percorsi e che passo passo mi hanno seguito fornendomi il timing, sono stati il mio box, la mia antenna tecnologica . A conclusione di questa pedalata solitaria, in realtà non mi sono mai sentito realmente solo, mi piace riassumere, se mai qualcuno fosse interessato a rifare lo stesso percorso tutte le tappe:

01 da NY BROOKLYN a FORT MONTGOMERY km120

02 da FORT MONTGOMERY a POUGHKEEPSIE km 51 km progressivi 171

03 da POUGHKEEPSIE a SAUGERTIES km 68 km progressivi 239

04 da SAUGERTIES a ALBANY km 105 km progressivi 344

05 da ALBANY a JOHNSTOWN km 68 km progressivi 412

06 da JOHNSTOWN a UTICA km 83 km progressivi 495

07 da UTICA a SYRACUSE km 93 km progressivi 588

08 da SYRACUSE a GENEVA km 100 km progressivi 688

09 da GENEVA a ROCHESTER km 82 km progressivi 770

10 da ROCHESTER a LOCKPORT km 105 km progressivi 875

11 da LOCKPORT a NIAGARA km 72 km progressivi 947

12 da NIAGARA a BURLINGTON km 86 km progressivi 1033

13 da BURLINGTON a TORONTO km 87 km progressivi 1120

14 da TORONTO a COBOURG km 120 km progressivi 1240

15 da COBOURG a BELLEVILLE km 86 km progressivi 1326

16 da BELLEVILLE a KINGSTON km 84 km progressivi 1410

17 da KINGSTON a BROKVILLE km 113 km progressivi 1523

18 da BROKVILLE a CORNWALD km 103 km progressivi 1626

19 da CORNWALD a MONTREAL km 149 km progressivi 1775

Ps: troverete una incongruenza fra i km di questa tabella e fra quelli riportati a margine di ogni articolo, stiamo parlando di 20 km , che penso non inficeranno il risultato finale, l’ho scritto solo per precisione, perchè i conti alla fine devono sempre tornare.

Questo blog non chiuderà perchè questa non sarà l’unica, la sola esperienza che affronterò, ma continuerò a pedalare facendo percorsi più o meno lunghi, e forse, se troverò il compagno o i compagni giusti, potrebbe essere non più una esperienza solitaria, ma di gruppo, comunque vedremo.

A presto!

5 pensieri riguardo “Montreal 2023 più probabile un addio, ma mai dire mai.”

  1. E bravo Paolo. Non avevo dubbi che saresti riuscito nell’impresa. Bravo veramente! Moltissimi, forse tutti, hanno un sogno ma sono pochi quelli che lo realizzano. Tu sei tra quelli! E la cosa più bella, rispetto all’idea iniziale, é che hai fatto tutto da solo. Questo è il vero valore aggiunto.

    1. Grazie Walter, come sai io parto sempre dalle mie non certezze, poi da li cerco di costruire giorno per giorno. Questo mio viaggio è stato proprio così, mattone su mattone, per ritrovarsi alla fine ad aver costruito un viaggio che auguro a tutti quanti di poter fare, e non sarà la diversità del mezzo a renderlo meno bello e interessante!Io sono per i cassetti aperti, sarà per questo che i sogni chiusi nel cassetto son sempre durati poco. Si alla fine concordo, la cosa più bella è stata farlo da solo, quel viaggio è stato solo il mio viaggio! Bhe poi c’eravate anche voi a seguirmi, incitarmi, e questo sostegno l’ho apprezzato non sai quanto! Grazie

  2. Buddha, meditando sul modo di liberare l’umanità dall’oppressione del dolore, giunse a questa verità: che quando l’uomo consegue il suo fine più alto, dissolvendo nell’universale tutto ciò che è individuale, si libera della servitù del dolore. (Rabindranath Tagore)

    1. Mi hai lasciato come sempre, quando si parla seriamente senza parole! Condivido filosoficamente questo approccio al 100%,anche se praticamente non è sempre facile!

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