Ci risiamo, ma quanta acqua e vento ho preso.

Ci risiamo, ma quanta acqua e vento ho preso.

il copione non cambia, anzi in questa tappa, una fra le più lunghe, saranno 140 km di sofferenza, il percorso ha un andamento sinuoso e vario, da pianeggiante a ondulato, a salite, non dico da bollino nero ma sicuramente arancio, che sta appena dopo il nero e il rosso.

Le salite saranno concentrate fra il 40°e il 100km.

La partenza, è alle 8 , sono già sui pedali, per affrontare questa giornata che di certo non sarà una passeggiata, la giornata è freddina, ma il sole finalmente,splende, sembra la giornata ideale per pedalare sereni senza patemi d’animo per il meteo. Ad una decina di km dalla partenza qualcosa cambia improvvisamente, come solo qua succede. Il vento si alza e sarà una compagnia costante per tutto il giorno, le folate gelide mi accompagneranno per il resto della giornata. Almeno però abbiamo il sole ed è un aspetto positivo, ma anche questo verrà coperto dalle nuvole che hanno iniziato a prendere il sopravvento sul sole, e attorno al 45km iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. Bene ora posso dire che il ritorno di questo viaggio è iniziato proprio come ero arrivato a Copenaghen, con vento e pioggia.Quindi posso dire a ragione che il viaggio da Brøndby a Sakskøbing è stato un’avventura variegata, caratterizzata da un paesaggio tipico, che rispecchia il paesaggio danese, e da condizioni meteorologiche mutevoli.

Strada, quella buona.

Il percorso ricalca in gran parte il percorso che avevo fatto due giorni prima per arrivare Brondby. Mi dirigo verso la Selandia, e la prima tappa interessante è stata Roskilde, una città storica famosa per la sua cattedrale gotica, patrimonio dell’UNESCO.e per il festival musicale annuale. La cattedrale, con le tombe dei monarchi danesi, è un must per gli appassionati di storia.

Proseguendo verso sud, ho attraversato le campagne danesi con vasti campi verdi e villaggi pittoreschi. Il sole splendeva ancora, rendendo il paesaggio particolarmente affascinante.

Attraverso lo Storebælt, il ponte del Grande Belt (Storebæltsbroen)Una delle infrastrutture più impressionanti della Danimarca, il ponte del Grande Belt collega le isole di Selandia e Fionia. Durante l’attraversamento, il vento che già soffiava forte è aumentato di intensità ha iniziato a soffiare ancor più forte, creando una sensazione di forte precarietà sulle due ruote, ho dovuto ridurre drasticamente l’andatura, primo pere il vento e poi per il fondo stradale sconnesso che rendeva il mio equilibro estremamente instabile. Mentre la pioggia non ha mai smesso di cadere, a scrosci, a secchiate.

Nel frattempo dopo aver attraversato il ponte, il percorso ha continuato verso Nykøbing Falster, una città con un’atmosfera accogliente e diverse attrazioni, tra cui il centro medievale di Middelaldercentret. L’isola di Lolland è caratterizzata da una combinazione di campi agricoli e piccole comunità. Man mano che il viaggio proseguiva, le nuvole si sono addensate e il paesaggio ha assunto una tonalità più grigia, la pioggia aumenta sempre più di intensità, fatico a vederci, sono inzuppato d’acqua e inizio ad aver freddo, la mani sono rattrappite dal freddo, e sono un tutt’uno con il manubrio.

il bianco e nero rendono meglio la brutta giornata.

Arrivando a Sakskøbing, una piccola città con un caratteristico centro storico, la pioggia ha iniziato a cadere. Nonostante il tempo, il fascino della città è rimasto evidente, con le sue strade tranquille e l’atmosfera accogliente.

Sakskøbing

Questa tappa ha offerto una panoramica diversificata della Danimarca, dai vibranti centri urbani alle tranquille campagne, il tutto arricchito dalle mutevoli condizioni meteorologiche che hanno reso l’esperienza ancora più faticosa.

fortunatamente un aspetto positivo di Sakskøbing, è stato l’inaqspettato hotel omonimo, un tre stelle, con un ristorante di grande livello, con una cantina internazionale veramente di grande livello. Una doccia bollente, mi metto in ordine e corro a provarla subito.

un burro leggermente salato servito con pane nero croccante e unn calice di Risling della Mosa, una favola . Un tagliere con quattro formaggi danesi, fra cui un gorgonzola affinato nell’whsky da sballo naturale. Per finire maiale selvatico lenta cottura con mele nel suo sugo e patate servite a parte con salsa di funghi al burro, accompagnato da un Pinot nero dell’Oregon. Prendere tutta quell’acqua per cenare così stasera ne è valsa la pena.

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