Potrei non passarci,…e infatti ci passo.
alle 5,30 sono già in piedi, apro la finestra, cielo bigio, nuvole basse, dal mezzo sole di ieri alla pioggia di stamattina, direi nulla di nuovo. Quindi se il tempo sta perseguitando il mio viaggio, che faccio? Mi arrendo o rilancio? Rilancio senza nemmeno pensarci, avrei dovuto tagliare fuori Amburgo, e invece no, ci passo e voglio visitarle, anche sotto la pioggia, naturalmente questa è la variante al piano originale. La tappa di oggi sembra abbastanza facile, quindi oltre alla pioggia che ora sta cadendo bene, mi gioco Amburgo. Colazione? Fatta, eccola…

Scendo, la mia bici è stata collocata nel locale caldaia termica, un ambiente caldo e confortevole per la Scontrosa, che mi ripaga indovinate come? Ma con la gomma posteriore bucata. A mille e cinquecento metri la soluzione al mio problema, il meccanico, tipo taciturno, anche un pò scorbutichino, ma faccio buon viso, devo essergli riuscito quasi simpatico, sfarfuglia frasi incomprensibili in tedesco, ma ha capito che ho fretta e voglio riparare la camera d’aria. Venti minuti 50 € per la sostituzione più due camere d’aria di scorta. Ora si parte, e piove, guarda come piove, guarda come viene giù. Questo percorso combina il fascino della campagna tedesca con la vivacità urbana di Amburgo.Uscendo da Lubecca, il percorso si snoda attraverso pittoreschi paesaggi rurali della Schleswig-Holstein, con campi aperti, boschi e piccoli villaggi.Avvicinandomi alla periferia di Amburgo inizia ad aver un graduale aumento dell’urbanizzazione. Amburgo è una delle città più grandi e dinamiche della Germania. Uno dei porti più grandi del mondo, con il famoso quartiere Speicherstadt, il più grande complesso di magazzini al mondo, e la moderna Elbphilharmonie.

Ecco la prima foto foto di Amburgo.

Uno dei più grandi porti al mondo





Nonostante la pioggia, avrò scattato 200 foto ad Amburgo. Ora, però, si è fatto tardi e piove sempre di più. Amburgo, addio! Mentre percorro la zona dove sono concentrati i magazzini del pesce su un tratto di pavé, buco di nuovo. Giuro, in quel momento, dopo l’ennesima foratura, ho pensato di buttare la bici e tornarmene a casa. Ma è stato solo un attimo di sconforto. Poi, ho iniziato a cercare un meccanico: il primo è a 4,8 km. Con qualche lacrima di rabbia, o forse era solo pioggia, non so, continuo a spingere la bici sotto la pioggia. Mancano solo 2,8 km.
Mentre spingo la bici in una stradina, un’auto si affianca. Dentro c’è un signore con un bambino. Parla in tedesco e non capisco, ma fa scendere il ragazzetto che mi indica un tunnel, al di là del quale lampeggia un’insegna “Run&Raz”. Il ragazzetto mi indica di andare oltre il tunnel. In un cortile, trovo il negozio di un meccanico. Mi metto in fila: sono il terzo. Quando arriva il mio turno, il meccanico guarda me e la mia bici carica, indica il copertone e dice “nein” (no) più volte, come un mantra.
Sì, amico, ho capito, puoi risolvere il mio problema? No, il personale è già occupato. Alla fine, capisco che dovrò fare da solo. Mi fornisce tutto l’occorrente e mi sistemo sotto una pensilina che a malapena mi ripara dalla pioggia. Ogni tanto passa, controlla e se ne va. Ho quasi terminato; ripassa, mi batte una mano sulla spalla e mi dice “good”. Riparto. Ora non mi resta che attraversare l’Elba con un traghetto che non arriva, e ormai inizia a far tardi. Di lì, il traghetto oggi non passerà. Non chiedetemi perché: non ho capito. Ho intuito, guardando il fiume, che doveva essere più indietro, quattro km. Vado al massimo, arrivo, lo prendo al volo e in 3 minuti sono dall’altra parte. L’intuizione… capire che il traghetto, per ovvi motivi, non poteva che essere nella parte più stretta del fiume. E così era.

Buxtehude, con le sue tipiche case costruite partendo da uno scheletro di travi. Ora coraggio mancano ancora 20 km, tutti sotto un diluvio, ma dopo una pedalata senza sosta ecco, situato sulla Stader Straße 2, Ahlerstedt, questo è il punto di arrivo del viaggio. Schützenhof Ahlerstedt è un’accogliente struttura che offre un ambiente confortevole e servizi per i ciclisti. Doccia bollente una cena sostanziosa a base di carne e verdure, poi a letto.