Acqua, acqua e ancora acqua….ma tanta!

Acqua, acqua e ancora acqua….ma tanta!

Partenza da Syracuse con un cielo che minaccia pioggia il meteo dice 65% probabilità di piogge leggere, e vedremo come poi anche qua il meteo non è sempre affidabilissimo! Carina Syracuse! Syracuse, è una città di circa 140.000 abitanti nel centro di New York. È sede di varie università, come Syracuse University e Le Moyne College, e di importanti musei, come il Museo Everson e il Museo della Scienza e della Tecnologia.

Capito dentro mio malgrado ad una manifestazione a supporto dei malati di Parkinson, che pare negli USA, sia un problema particolarmente sentito! Procedo seguendo il corso del fiume Onondaga che attraversa tutta città formando un grande lago nella immediata periferia! In centro c’è chi sceso di casa puo’ dare sfogo alla sua passione di pecatore con la mosca!

Uscendo da Syracuse!

il cielo non promette nulla di buono, e non sarà solo una promessa, fra un po’ le cateratte si apriranno e scaricheranno una caterva d’acqua, e io l’ho presa veramente tutta non mi è rimasto un lembo di tessuto asciutto, in linea di massima borse e zaino waterprooff hanno tenuto bene! Sono state tre ore dove pedalare anche su una strada pubblica, dove oltre all’acqua che scendeva dal cielo c’era pure quella sollevata dalle auto. E fuori strada… direi che la situazione non era certamente migliore, tenere a bada la Scontrosa diventata ancora più scontrosa del solito è stato veramente difficile, acqua fango, l’unico che bagnato ha continuato a funzionare bene è stato il mio nuovo l’Iphone 14! Sotto questo diluvio ho attraversato alcuni percorsi dove in ordine ho incontrato un serpentello, evitato, un granchio di fiume che è uscito dall’erba a luci spente senza segnalazione alcuna,e mio malgrado, ha fatto scrashh sotto la mia ruota! Il freddo aumenta sono intriso d’acqua, gli unici che mi hanno cooerto bene sono i pantaloni tecnici di Dechatlon, la giacca e le maglie sotto fradice, ho un freddo che non immaginate nemmeno, pedalo per forza d’inerzia, i guanti sono bagnati e ho veramente molto freddo, non so se sia capito! La strada da percorrere non è poca, mancano ancora 20 miglia e la pioggia ora sta raggiungendo la sua massima intensità, la voglia di mettere il piede a terra, e semmai alzare il

pollice, e trovare una alternativa alla bice in quel momento è stata fortissima, però se smetto di pedalare il freddo aumenta, sto tremando mentre ho prrcorso solo 3 mis, ne mancano 17! Raccolgo le ultime forse mentre imbocco la USA trail, dove non c’è acqua c’è una insidiosa patina di fango! Continuo a chiedermi che cosa fare ma so bene che non ho, ne avrò, nessuna risposta se non quella di andare avanti, e che comunque finirà questa giornata segnerà pesantemente questa mia esperienza! Il freddo di solito ti fa andare in debito di energia, energia è fame, fame in queste condizione significa dover far ruotare il tuo motore al minimo dei giri , e al minimo tischi di mandarlo in stallo, e se lo mandi in stallo, poi finisce che cadi! In questa situazione la cosa migliore da fare è cercare di lavorare sulla tua testa senza pensare ne a fame, sete e freddo, quslsiasi cosa ti possa distrarre è un aiuto! Innquesto sono agevolato dovendo lavorare solo sull’unico neurone rimasto! Dalla boscaglia nell’arco di un paio di miglia escono due caprioli, il primo sbuca e con un balzo guadagna l’altro lato della strada. Il secondo più avanti sttraversa timidamente la pista guardandosi a destra e a sinistra con circospezione e appena mi sente arrivare con un balzo è già entrato nel bosco. L’ ultima immagine, mentre percorro uns steada secondaria è quella di una volpe che con un portamento altezzoso e signorile attraversa la strada senza curarsi del mio arrivo! Distrazioni esaurite nel frattempo mancano 4 miglia sono finalmente a Geneva, e il primo drugstore che individuio mi ci ficco dentro, due tranci di pizza due robe dolci, e due sandwich al tonno che dovranno servire sia per cens che per colazione! L’America Best Value, segnatevelo, tassativamente da evitare, non serve la colazione, e ci mancherebbe, almeno quella evitiamola!! Entro in questo postaccio devo svuoare la bici la camera è al 2 piano senza ascensore e io sul pianerottolo di sotto non ho nessuna intenzikne di lasciarla, la Scontrosa! Cerco di fare tutto in silenzio impianto di riscaldamento a manetta, comincio a stendere la roba, svuoto le borse per mettere ad ssciugare i panni bagnati! Tutto è steso, ora doccia bollente, nezz’ora per riprendere vita! Ora a letto! L’adrenalina rende il sonno agitato, mi sveglio di soprassalto, il caldo è insopportabile, fatico a respirare, mi alzo, apro la finestra e lasco entrare l’aria! Mi godo l’aria fredda e umida che entra, i vestiti per fortuna da fradici ora sono umidi, fuori continua a diluviare! Alle 6 ha smesso di piovere inizio a mettere nelle borse la roba già asciutta Mi alimento preparo il carico, scendo la bici, salgo il carico e con il sole ancora a mezzo servizio inizio a pedalare verso Rochester. Comunque al termine dell’ottava tappa di Geneva i km PERCORSI SONO 655! Ps: poche foto oggi le mani erano in sciopero per il troppo freddo!

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