Affrontare le fragilità: una lezione sulla strada
Inutile nascondere le proprie fragilità. Sono evidenti, spesso palpabili, eppure, talvolta, sembra che non abbiano cura. Guardarle negli occhi, affrontarle, accettarle: è un compito arduo, ma necessario. Scrivere di questo è facile, metterlo in pratica, molto meno.
Ma cosa c’entra tutto questo con il mio viaggio in bici? Una domanda legittima. Attraverserò un percorso sconosciuto, ignoto se non sulla carta. So di dover scalare una vetta a 2300 metri, ma come sarà il cammino per arrivarci? Dolce e graduale o ripido e tortuoso? Lo scoprirò solo pedalando.
La variabile meteorologica, poi, aggiunge un ulteriore grado di incertezza. Caldo, freddo, forse molto freddo. Ormai ho accettato guardando il meteo il fatto che sarà un viaggio come dire, un pò bagnato e pedalare bagnati non è proprio la situazione ideale. Pedalerò su percorsi dove il vero ostacolo non sarà la strada o la pioggia ma il vento, e quello forse sarà uno dei rischi maggiori, sopratutto con un bagaglio pesante e voluminoso come mi porterò appresso. Allora, perché lo faccio? Non ho una risposta definitiva. Forse ce ne sono tante, ma nessuna sembra la più giusta.
Oggi, mi piace pensare che sia una forma di anti age. Meglio ancora, ammettere egoisticamente che lo faccio per me stesso. Perché voglio sentirmi ancora vivo, ancora con un piede mezzo dentro il gioco della vita.
Così, in sella alla mia bici, affronterò non solo le strade e i sentieri, ma anche le mie fragilità. Accettandole, imparando da loro, diventando più forte ad ogni chilometro, ad ogni salita.
Se vuoi seguire questo viaggio di scoperta e auto-riflessione, resta connesso al mio blog. Qui condividerò le mie esperienze, le mie sfide e le mie conquiste lungo il percorso. E chissà, forse troverai ispirazione per affrontare le tue fragilità, pedalando verso la tua personale vetta.
MENO DUE AL VIA !