E anche oggi +93,5 sono a Niemegk


E questo non è che il primo round

Stamattina alle 6,30 verifico il meteo e mette pioggia tutto il giorno. Due ore dopo esco dall’hotel e…Oggi invece sembra finalmente essere una calda giornata estiva, ma mai dire mai, qui la variabilità è talmente imprevedibile che anche le previsioni meteo spesso toppano. Io intanto non mi faccio pregare e inizio a pedalare. La tappa è di una novantina di chilometri, i primi settanta sono abbastanza semplici, in teoria, in pratica poi vedrete che non sarà proprio così, saranno infatti 50 i chilometri da percorrere per sentieri, e li non sai mai cosa puoi trovare, ora ve lo spiego che cosa ho trovato io.

Attenzione perchè non è solo una carrareccia, questa nasconde insidie che manco ti immagini.

Primo indizio, nei giorni scorsi è piovuto parecchio, c’è stato vento forte, e allora capita che…

un albero, quello fra i più malandati cade proprio sul sentiero. Ostacolo da superare , bici da sollevare perchè è rimasta sospesa sul tronco. Fatto, ora si prosegue, ma sotto l’erba non c’è terra battuta, ma quella sabbiolina, fine fine che sembra borotalco. Quindi che si fa per non restare insabbiati, bisogna far girare il motore ad alti regimi, altrimenti la ruota si impacca nella sabbia, innesto il rampichino e faccio mulinare le gambe, una fatica e anche un pò di fiatone.

Che strani questi cartelli, hanno un fare intimidatorio, che faccio? Non vorrei trovarmi nella stessa situazione dello scorso anno negli States, dove per una mia leggerezza, mi sono ritrovato dentro il perimetro esterno di un carcere di massima sicurezza. In relatà all’ingresso di questo percorso mi sembra di ricordare di essere passato davanti ad una struttura verdina, anonima, quasi ad averla voluta mimetizzare di proposito, adesso che ci penso. Ma il navigatore del quale mi fido ciecamente, mi ero fidato altrettanto ciecamente negli States mi di ce di proseguire. Sono nel frattempo uscito dalla carrareccia e mi trovo su di una strada bianca, quando…

ora so dove sono… sono in un area militare, dove è severamente vietato stare, e inizio a capire anche perchè. Distante forse un paio di chilometri ci deve essere un area operativa dove stanno sicuramente simulando un operazione di guerra. Ora i colpi, le raffiche di mitraglia, le fucilate e qualche cannoneggiamento diventano sempre più distinti, io però sono al di fuori di quest’area, anche se sono dentro all’area militare. Il navigatore per due volte mi dice che devo girare a destra, io non ci penso minimamente ad andare verso gli spari. Faccio finta di nulla, ma appena trova una stradina, regolarmente sbarrata, lui vorrebbe che io svoltassi a destra, e io no che non svolto. La storia va avanti per circa sette chilometri, l’intensità degli spari diminuisce, ma io ho deciso che non svolterò a destra, ma che proseguirò fino in fondo.

Finalmente esco su una strada pubblica, e proprio di fronte a me che ti vedo pezzi di bombe, un carro armato,serbatoi di aerei, e se occorreva una conferma, eccola adesso so esattamente da dove sono passato.


Un bellissimo gruppo di Highland scozzesi, solo due parole su questi animali che l’uomo nel corso dei secoli non ha per nulla manipolato. Possono avere diverse colorazioni,il rosso,il nero,il giallo il bruno grigiastro e il brindle, dove troviamo la presenza di peli di tutte le colorazioni citate,il manto è formato da un doppio strato di peli, uno più corto e un altro più lungo che conferisce il classico ciuffo. La provenienza in origine sembra essere la Mongolia.

Ritorno a fare il cicloturista, ma i mulini a vento anche qua? Si, ne sono rimasti pochissimi, perchè essendo di legno venivano bruciati.

Una rigogliosa coltivazione di avena.

A volte ritorna, non manca molto all’arrivo, e complice la stanchezza, qualche sbandata e o derapata ci può stare, ma senza esagerare, altrimenti …poi tocca rialzarsi con qualche sbucciatura.


Io sono arrivato, codice da digitare su una tastiera, si apre un cofanetto dove trovo la chiave e un messaggio di benvenuto e una fruttiera piena di mele croccanti e saporite.
