Per l’esattezza con questa tappa che ho concluso oggi ho raggiunto il giro di boa di metà percorso, me ne resteranno infatti km più km meno altrettanti per arrivare a Reims.
Come sempre, colazione varia ed abbondante, per iniziare bene la giornata.
Tappa corta,una settantina di chilometri, da vederla sembra una tappa semplice, abbastanza piana, ma con alcuni risvolti legati al clima e allo stato delle strade, e nella parte finale all’uscita di Brandeburgo una salitina di 3km che non finisce mai, poi all’ingresso a Berlino costellato da una serie di innumerevoli cavalcavia.Partenza ritardata, partenza fortunata??? Bhe mica poi tanto, terminata la colazione salgo in camera e la porta non si apre, questo è un edificio molto ben ristrutturato, ma le porte son rimaste quelle di un tempo, massicce, non come quelle moderne che le sollevi con una mano,niente elettronica, la porta si apre ancora con le chiavi, eh nulla non ne voleva sapere di aprirsi. Scendo e chiedi aiuto, proprio stamattina che avrei voluto partire presto per godermi un pò Berlino. Dopo una ventina di minuti finalmente arriva un ragazzotto che in tedesco inizia a dirmi delle cose,… fermati non capisco una parola di quello che stai dicendo. Gesticolando cerco di spiegami, scuote il capo e penso abbia voluto dire che queste porte sarebbe ora di cambiarle. Ecco magari senza cambiarle, forse però manutentarle si. Ulrik prende in mano la situazione, non ha tempo da perdere lui, estrae dalla sua borsa una serie di cacciaviti e inizia svitare tutte le viti che trova. A gesti faccio notare che è sul tamburo della chiave che forse si deve intervenire. Ulrik mi guarda, estrae dalla sua borsa una mazzetta, mi fa cenno di indietreggiare… oddio Ulrik e ora che vuoi fare? Infila la chiave nella toppa e assesta una martellata poderosa alla chiave che… si spezza dentro la toppa. Bene bravo, grande Ulrik e ora, no perchè sai Ulrik avrei una certa premura di partire. Ulrik ha il volto che gronda di sudore, è consapevole di come non ci stia facendo una gran bella figura. Ma nulla è perduto ora estrae il trapano e inizia a trapanare, alla fine la porta cede e si apre e Ulrik orgoglioso del lavoro fatto, mi fa cenno che posso entrare. Intanto sono le 9,30 passate sistemo la mia roba nelle borse carico la bici, salgo in sella sto per uscire quando da dietro, la ragazza della sala agitando le braccia ed emettendo strani suoni gutturali cerca di attirare la mia attenzione, mi giro e questa mi dice pay,pay, orco cane, non ho pagato.la classica figura dell’italiano mafia e spaghetti e pummarola. Ritorno indietro, mi scuso, pago e saluto, e finalmente posso iniziare a pedalare.
Queste sono le strade che ho percorso per arrivare a Berlino. Raramente ho affrontato strade facili, anche perché il mio carico è tale da rendere difficile percorrere una strada normale, figuriamoci queste. Tuttavia, grazie a queste strade, oggi sono arrivato al giro di boa: ho raggiunto metà del mio obiettivo, e non è poco. Questo viaggio tra i silenzi affatica i muscoli, ma rigenera la mente e lo spirito.
Ma non sono tutte le strade dalle quali sono passato, tutte però con una loro storia o con qualche episodio da ricordare.
A Brandeburgo il tempo cambia, si annuvola, tuona e tira vento, il tutto in un battito di ciglia.
Cerco di spingere, vorrei evitare di bagnarmi, ma anche se mi bagno tanto che importanza ha, meglio godersi il paesaggio
Cartello stradale di conforto ma mancano ancora venti km.
Finalmente ci siamo, non manca molto.
Il castello di Charlottemburg
i tetti di Charlottemburg dal balcone panoramico dell’Axel Two Hotel dove resterò per una notte.
E ora posso dire che raggiunto la metà del viaggio non si ritorna più indietro.